Con la sua sorprendente assenza d’immagini di guerra e dominio maschile l’arte incentrata sulla Dea rifletteva un ordine sociale in cui le donne, come vertici di clan o sacerdotesse-regine, giocavano un ruolo centrale.
Le conclusioni sulla struttura di suddette società furono pubblicate nel 1974 nell’opera intitolata Le dee e gli dei dell’antica Europa. Miti e immagini del culto.
Queste società, secondo i suoi studi, erano di carattere pacifico e governate da donne regine e sacerdotesse, a differenza di altre società di carattere bellicoso.
Gimbutas non gradiva il termine «matriarcale o matriarcato» per le cosiddette società matrilineari, perché secondo i suoi studi le società governate da donne non si sono mai imposte su quelle maschili, e non c’è mai stato un dominio di queste società sulle altre.
Nella ricostruzione di Gimbutas questa dominanza delle donne non sarebbe stata sopraffazione e sottomissione degli uomini, ma si trattava di una società equilibrata.
Nel periodo al quale risale il complesso di simboli di cui sopra, infatti, non vi sarebbe stato né matriarcato né patriarcato bensì gilania, parola coniata dalla sociologa americana Riane Eisler autrice del libro Il calice e la spada, utilizzando le radici greche gy (donna) e an (uomo), unite da una l centrale, a simbolizzare il legame tra le due componenti sessuali dell’umanità per le strutture sociali in cui c’è uguaglianza fra i sessi.
L’Europa e l’Anatolia antiche, al pari della Creta minoica, erano una gilania
È un sistema sociale equilibrato, né patriarcale né matriarcale, quello che emerge, dalla religione, dalle mitologie, dal folclore e dagli studi sulla struttura sociale delle culture antico-europea e minoica, avallato dalla continuità di elementi di un sistema matrilineare nell’antica Grecia, in Etruria, nei paesi baschi e in altri paesi europei.
Tale cultura trasse intenso piacere dalle meraviglie naturali di questo mondo.
La sua gente non produsse armi letali, né costruì forti in luoghi inaccessibili – come avrebbero fatto i successori – neppure quando conobbe la metallurgia.
Eresse invece magnifiche tombe-santuari, templi, case confortevoli in villaggi di modeste dimensioni e creò superbe ceramiche e sculture.
Fu questo un duraturo periodo di notevole creatività e stabilità, un’età libera da conflitto.
La loro cultura fu una cultura d’arte.
